i castelli del cilento

I Castelli del Cilento

I castelli del Cilento sono la leva per un itinerario che ci porterà a toccare l’intero territorio per farci scoprire il passato di piccoli e grandi borghi, storie e leggende millenarie.

Tante le testimonianze giunte fino a noi da tempi antichi e che ci vengono narrate da fortezze e rocche svettanti e dall’aspetto severo, ma custodi di cultura, sapere, ricchezza.

Il primo castello “cilentano” che incontriamo partendo da Nord è quello di Agropoli. Raggiungiamo il “castello Angioino-Aragonese” percorrendo i caratteristici scaloni e varcando l’ingresso del centro storico attraverso la porta seicentesca.

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Il castello venne eretto su una preesistente struttura bizantina del VI secolo. È a pianta triangolare e con tre torri circolari. Dopo il periodo normanno e quello angioino è con gli aragonesi che la fortezza viene completata e trasformata in ciò che conosciamo oggi. In particolar modo vengono costruite la “Piazza d’armi” (oggi utilizzata anche come scenario per eventi e spettacoli teatrali) e la “Sala dei Francesi” (chiamata così all’indomani della sosta di un drappello di truppe francesi durante l’epoca napoleonica).

A poco più di 10 km da Agropoli ecco Rocca Cilento, un piccolo borgo rinomato proprio per la presenza di una fortezza di origine longobarda eretta verso il finire del IX secolo e successivamente ingrandita dalla famiglia Sanseverino.

È a pianta ottagonale, con torri circolari sul lato Sud-Ovest, circondata da mura di età angioina.

Proseguiamo lungo la SP46. Dopo circa 6 km giungiamo a Vatolla, dove ci attende un castello sui generis, il “Palazzo De Vargas”.

È un luogo dove storia e cultura si abbracciano in maniera totale grazie alla presenza, tra il 1686 ed il 1695, del filosofo Giambattista Vico.

Il nome deriva dalla famiglia di origine spagnola che lo amministrò tra il ‘700 e l’800. Le prime notizie su Palazzo De Vargas ci arrivano dal X secolo. Presenta piccole torri esterne circolari angolari, un cortile suggestivo che ci fa tuffare nell’epoca medievale, delle caratteristiche sale interne, oggi restaurate e sede della Fondazione Vico con il Museo Vichiano e la Biblioteca del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.

Da Vatolla scendiamo verso la costa. Solo 12 km ci separano da Castellabate e dal suo “Castello dell’Abate”.

Parliamo di un autentico simbolo del borgo antico, la cui costruzione iniziò nel corso del 1123 per opera di San Costabile Gentilcore.

Oggi ci appare ancora in tutto il suo splendore, con mura perimetrali, quattro torri angolari a pianta rotonda, sale di rappresentanza, camere, forni, cisterne, magazzini, ma anche misteriosi sotterranei che conferiscono ancora più sapore ad un luogo leggendario.

Dalla costa muoviamo verso l’interno. A meno di 40 km da Castellabate, percorrendo la SS18, giungiamo a Castelnuovo Cilento, dove visitiamo il castello che dà il nome all’intero abitato.

Si tratta di una struttura risalente al XIII secolo, rifatta più volte e definitivamente restaurata verso la metà del XX secolo. Lavori che hanno restituito il castello in tutto il suo splendore, con su tutti la maestosa torre circolare, straordinario esempio di architettura militare.

Ci spostiamo infine verso l’area Est del Cilento. Raggiungiamo prima Sicignano degli Alburni dove visitiamo il Castello Giusso.

Costruito durante l’inizio dell’anno Mille, ha origini longobarde. Venne completamente ricostruito nel corso del XIV secolo. È caratterizzato da pianta poligonale irregolare e da un sistema di tre torri quadrate con beccatelli.

L’ingresso era collocato a un’altezza di 8-9 metri. L’accesso avveniva tramite corde o scale retrattili, ma non mancavano i passaggi segreti.

In passato il castello e il borgo erano circondati da una cinta muraria con sei porte.

Distrutto in buona parte dalle truppe francesi nel corso del 1806, venne ricostruito da Ferdinando IV.

L’ultima tappa del nostro viaggio è nella vicina Teggiano, nel cuore del Vallo di Diano. Qui troviamo un castello tra i più belli del territorio, che fa del borgo una roccaforte medievale tra le meglio conservate in Italia.

Il castello Macchiaroli venne costruito in epoca normanna dalla famiglia Sanseverino ed è protagonista di grandi avvenimenti storici locali. Fu teatro, ad esempio, della “Congiura dei Baroni” ordita nel 1485 da Antonello Sanseverino e da altri feudatari contro la Corona aragonese e conclusasi con l’assedio alla fortezza.

Nel 1497 fu al centro dell’assedio di Diano ad opera del Duca delle Calabria.

Oggi è una bellissima residenza feudale. Lavori di restauro hanno ripristinato gli antichi camminamenti di guerra e la maestosità delle torri.

Tante location dal fascino unico che ci permettono di strutturare un vero e proprio percorso tematico.

Un must per gli amanti dei castelli, imperdibile per chi ama farsi sorprendere.

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